29 settembre 2026

«La lingua apre le porte alla comprensione culturale di cui i leader hanno bisogno. Questo non potrà mai essere automatizzato»

José Manuel Barroso, undicesimo presidente della Commissione europea e presidente del comitato consultivo di Efekta Education, non è certo nuovo alla guida di team e iniziative multinazionali.

Attingendo alla sua vasta esperienza politica e aziendale, ha sottolineato che la comunicazione non è una responsabilità da prendere alla leggera in quel contesto internazionale. Essendo un’attività sia operativa che relazionale, la comunicazione si colloca a metà strada tra efficienza e benessere, entrambi fattori che hanno un impatto enorme sui risultati.

In qualità di leader sulla scena globale, il suo lavoro gli offre spesso l’opportunità di operare al di fuori della sua lingua madre. Questo, ci racconta, lo ha convinto dell’immenso potere della lingua, non solo come strumento per la condivisione di informazioni, ma come il più grande elemento di connessione umana e culturale. 

Ascoltate il discorso di Barroso al nostro Global Summit di quest’anno e scoprite di seguito i punti chiave.

Punti chiave


La comunicazione consiste nel rimanere in contatto con altre culture

La capacità di utilizzare il linguaggio per ispirare, creare legami e trasmettere informazioni con sfumature è una competenza auspicabile per qualsiasi leader o dipendente.  

Ma questa competenza diventa esponenzialmente più complessa quando si comunica oltre i confini e al di là dei contesti linguistici, specialmente quando non ci si esprime nella propria lingua madre. I lavoratori a tutti i livelli gerarchici spesso dedicano una quantità significativa di tempo a lavorare in un’altra lingua.

Sebbene l’accuratezza linguistica sia importante in entrambi i casi, Barroso sostiene che le competenze culturali che accompagnano quelle linguistiche siano più preziose. Come egli stesso afferma,  

«Non si tratta solo di abilità linguistiche, che, ovviamente, sono importanti. Si tratta della capacità di una maggiore apertura mentale derivante dal contatto con altre culture. L’automazione non può fornire a te, come persona o come leader, la capacità di comprendere il mondo che una lingua offre, perché una lingua riguarda un’altra cultura». 

Pertanto, la consapevolezza culturale consente ai leader delle organizzazioni globali di sfruttare il vero potere della lingua e della comunicazione come strumenti di connessione, influenza e leadership efficace in tutti i gruppi demografici.

Le organizzazioni incentrate sull’uomo abbracciano i cambiamenti offerti dall’IA

Sebbene Barroso sottolinei che le aziende debbano mettere le persone al centro – «le organizzazioni sono costruite per gli esseri umani, non il contrario» – riconosce anche l’importanza vitale dell’IA come rivoluzione nell’apprendimento e nel potenziamento delle competenze: 

«Le organizzazioni dovrebbero considerare l’IA come un fattore abilitante delle capacità umane, in particolare dell’apprendimento e dell’istruzione. Pertanto, gli investimenti nell’IA sono estremamente importanti. È ormai empiricamente dimostrato che l’IA migliora le capacità e le competenze cognitive, consentendo alle persone di imparare più velocemente e di acquisire maggiori conoscenze. Credo che la prossima generazione sarà più istruita di quella precedente». 

Una leadership ottimista bilancia fiducia e prudenza

«Una leadership saggia è una combinazione di qualità quali innovazione, apertura e fiducia, ma anche di prudenza per poter affrontare i rischi, nuovi tipi di rischi, compreso l’investimento nella resilienza dell’organizzazione». 

Barroso spiega che la fiducia – o “ottimismo” – nella leadership spinge i team ad andare avanti motivandoli e instaurando un clima di fiducia. Questo ottimismo deve però essere controbilanciato dalla gestione del rischio, dall’investimento nella formazione e dalla valorizzazione della forza lavoro per prepararsi a un futuro incerto.

A man in a suit stands indoors, smiling, with a portrait and large windows showing a garden in the background.

Informazioni su

José Manuel Barroso, undicesimo presidente della Commissione europea e presidente del comitato consultivo di Efekta Education,

José Manuel Durão Barroso è stato presidente della Commissione europea per due mandati (2004-2009 e 2009-2014) e ha ricoperto per dodici anni diversi incarichi nel governo portoghese, tra cui quello di primo ministro e di ministro degli Affari esteri. A nome dell’Unione europea, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 2012.

Tra i suoi incarichi accademici figurano quelli di professore ospite presso la Georgetown University e la Princeton University. Attualmente è professore ospite presso l’Università Cattolica del Portogallo e presso l’Istituto Universitario Europeo, Scuola di Governance Transnazionale, a Firenze.

Dopo aver ricoperto la carica di presidente del consiglio di amministrazione di Goldman Sachs International dal 2016, è ora presidente di International Advisors di Goldman Sachs. Ha ricoperto la carica di presidente del consiglio di amministrazione di GAVI, l’Alleanza per i vaccini, fino a dicembre 2025.

Dal 2025, José Manuel ha messo la sua vasta esperienza, maturata sia nel settore pubblico che in quello privato, al servizio di Efekta Education, dove ricopre la carica di presidente del Comitato per gli Affari Internazionali e presiede anche il comitato consultivo di Efekta.